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Di E. B.: Redazione AGR :: 20 febbraio 2026 16:28
Biologico, cresce il consumo, AICS chiede politiche economiche per rendere il cibo sano accessibile alle fasce più deboli

(AGR) I dati diffusi dal rapporto The World of Organic Agriculture 2026, presentato a Biofach dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL in collaborazione con IFOAM, confermano un trend chiaro: i cittadini europei e italiani scelgono sempre più prodotti biologici, spinti dal desiderio di seguire una dieta sana, libera da sostanze nocive per la salute e rispettosa dell’ambiente.
Secondo il rapporto, le vendite di prodotti biologici in Europa hanno raggiunto un nuovo massimo storico di circa 59 miliardi di euro, mentre le superfici coltivate a biologico nel continente restano stabili a 19,6 milioni di ettari. L’Italia si conferma leader europeo, con oltre il 20% della propria superficie agricola utilizzata (SAU) convertita al biologico e 87.042 operatori attivi, il numero più alto in Europa.
Prezzi in calo, ma ancora troppo alti per molte famiglie.
La progressiva diminuzione dei prezzi dei prodotti biologici è un effetto diretto dell’aumento dei consumi e dell’ampliamento dell’offerta. Tuttavia, il biologico rimane ancora oggi una scelta accessibile soprattutto a chi dispone di un adeguato potere d’acquisto.
“Legare la possibilità di nutrirsi in modo sano alla capacità di spesa non è socialmente accettabile – dichiara Andrea Nesi, responsabile nazionale del Settore Ambiente AiCS -. Il biologico non può essere un privilegio. Deve diventare una scelta possibile per tutti, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Tenendo conto che la scelta del biologico aiuta anche l'ambiente”.
È su questo nodo che interviene AiCS – Associazione italiana cultura sport, tra i primi enti di promozione sportiva e sociale del Paese, rilanciando un appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché il biologico non resti una prerogativa di chi può permetterselo, ma diventi parte integrante delle politiche pubbliche su salute, welfare e sostenibilità.
Secondo AiCS, la crescita del mercato deve essere accompagnata da strumenti strutturali capaci di ridurre le disuguaglianze nell’accesso al cibo sano. Tra le misure prioritarie indicate dall’associazione figurano incentivi all’acquisto di prodotti biologici destinati alle famiglie a basso reddito, la riduzione dell’IVA sui prodotti certificati, il rafforzamento dei sostegni economici agli agricoltori che scelgono la conversione al biologico, programmi diffusi di educazione alimentare nelle scuole e nei territori e l’introduzione di quote minime obbligatorie di prodotti biologici nelle mense pubbliche.
“Il biologico è molto più di una scelta individuale: è un investimento collettivo sulla salute delle persone, sulla tutela dell’ambiente e sulla qualità dei territori – afferma Bruno Molea, presidente di AiCS -. Se vogliamo davvero promuovere stili di vita sani e prevenire le malattie legate a un’alimentazione scorretta, dobbiamo smettere di considerare il cibo sano come un bene di lusso. Serve un impegno politico forte e coerente, capace di trasformare una tendenza di mercato in un diritto sociale”.
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