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Di :: 10 settembre 2026 17:05

Bambini non vaccinati, Assistenti sanitari: "Colmare i divari tra le regioni per proteggere tutti"

(AGR) In Italia il livello di protezione vaccinale varia da territorio a territorio: ci sono zone in cui la maggioranza dei bambini è vaccinata e altre dove la copertura resta bassa. Per colmare questo divario e rendere la prevenzione un diritto uguale per tutti, la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp indica tre strade: «informare meglio le famiglie, ascoltare i dubbi e potenziare i servizi territoriali con personale specializzato».

I dati 2025 del Ministero della Salute, riferiti ai nati nel 2023, confermano un Paese a più velocità: sono 13 le Regioni e Province autonome che non raggiungono il 95% di copertura per l’esavalente, soglia necessaria per l’immunità di gregge. Le situazioni più critiche si registrano in Sicilia (85,88%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (87,39%). «Significa che, a seconda del territorio in cui si vive, un bambino ha più o meno probabilità di essere protetto da malattie infettive pericolose», commenta Daniela Addis, presidente della Commissione di albo.

 
Secondo gli Assistenti sanitari, per rafforzare la copertura vaccinale le politiche di prevenzione devono seguire tre direttrici.
Primo: contrastare la disinformazione promuovendo la Vaccine Literacy, cioè la capacità delle famiglie di cercare, comprendere e valutare criticamente le informazioni sui vaccini e riconoscere le fonti affidabili, attraverso percorsi strutturati di alfabetizzazione sanitaria e digitale sul territorio.
Secondo: valorizzare il colloquio pre-vaccinale, che non deve essere un passaggio burocratico ma un momento di ascolto, informazione e scelta consapevole, con tempi, spazi e riconoscimento professionale adeguati.
Terzo: garantire personale competente e in numero sufficiente nei Dipartimenti di prevenzione; il potenziamento degli organici con Assistenti sanitari può aumentare la capacità dei servizi di informare, intercettare i bisogni e assicurare una maggiore capillarità delle attività di prevenzione e vaccinazione.

«La prevenzione non può essere un diritto diverso a seconda del territorio in cui si vive», ribadisce la Commissione. «Informare, ascoltare e rafforzare i servizi devono diventare elementi strutturali delle politiche di prevenzione vaccinale: una strategia necessaria per ridurre i divari territoriali, consolidare la fiducia nel SSN e tutelare la salute collettiva», conclude la presidente Addis.

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