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Di :: 01 aprile 2026 17:09

Autismo, 1 bambino su 31: UniCamillus riunisce esperti e istituzioni

(AGR) ROMA – Un bambino su 31 è affetto da disturbo dello spettro autistico (ASD). Un dato in forte crescita: negli ultimi 22 anni i casi sono quasi quintuplicati, passando da 67 a 322 ogni 10.000 bambini secondo i dati ADDM.

Numeri che rendono urgente rafforzare sensibilizzazione, diagnosi precoce e inclusione. In questo contesto, l’Università UniCamillus promuove un evento dedicato alla Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (2 aprile), dal titolo “Autismo e Umanità: ogni vita ha valore”.

 
Al centro dell’iniziativa, il contributo di istituzioni, accademici e associazioni, con un doppio appuntamento: un seminario formativo e un dibattito pubblico sul percorso che va dall’intervento precoce al progetto di vita.

Durante il seminario, coordinato dal neuropsichiatra infantile Michele Sorrentino, gli studenti affrontano dati epidemiologici, controversie scientifiche e strategie di intervento, con l’obiettivo di rendere accessibili le evidenze cliniche.

A seguire il dibattito pubblico, con il videomessaggio della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti del mondo associativo e accademico.

Puntiamo a modelli di presa in carico flessibili e inclusivi – ha dichiarato Locatelli – per sostenere famiglie e creare nuove opportunità, anche nei casi più complessi”.

Sul piano clinico, il professor Sorrentino sottolinea la necessità di individuare precocemente i segnali di rischio: “I bambini che svilupperanno ASD mostrano già nei primi mesi differenze nella comunicazione sociale, nello sguardo, nei gesti e nel sorriso”.

L’autismo è una condizione neuroevolutiva complessa e multifattoriale: circa l’80% dei casi è legato a fattori genetici, il restante 20% a fattori ambientali. Inoltre, il 70% dei soggetti presenta almeno un disturbo associato.

Fondamentale resta l’intervento precoce e personalizzato, con approcci validati come ABA, ESDM, JASPER e DIR, insieme al coinvolgimento attivo delle famiglie.

Accanto alla dimensione clinica, emerge il tema dell’inclusione. “La diversità non è una barriera ma una risorsa”, evidenzia Giovanni Lo Storto, sottolineando il valore di esperienze concrete come l’orto-terapia.

Un concetto ribadito anche dal rettore Profita: “Ogni persona è unica. Le definizioni cliniche non possono ridurre la complessità dell’individuo. La società cresce valorizzando le differenze”.

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