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Di :: 28 ottobre 2026 16:10

Atlante storico del calcio italiano, a Roma 102 squadre della provincia, un ingegnere ricostruisce un secolo di calcio capitolino

(AGR) Centodue società calcistiche, dalla Serie A alla Serie D. Trentotto capaci di raggiungere almeno la Serie C2. Una storia che attraversa quasi un secolo e che non riguarda soltanto Roma e Lazio, ma anche quartieri, periferie, piccoli comuni, squadre aziendali e società che hanno cambiato più volte città e denominazione.

La provincia di Roma occupa un posto particolare nella geografia calcistica nazionale. È infatti il territorio italiano con il maggior numero di società che hanno partecipato almeno una volta ai campionati dalla Serie D in su, considerando anche le categorie equivalenti delle diverse epoche.

 
A ricostruire questa storia è l'Atlante Storico del Calcio Italiano, un progetto digitale gratuito ideato e realizzato dall'ingegnere civile e giornalista Francesco Ippolito, che ha raccolto e organizzato quasi cento anni di partecipazioni ai campionati nazionali in una grande mappa interattiva.

Consultabile su https://atlantedelcalcio.it/, il portale comprende oltre 1.500 società italiane: dall'Abano allo Zevio, dall'Inter alla Juventus, dal Milan al Napoli, dalla Roma alla Lazio, fino a formazioni scomparse da decenni o presenti in una sola stagione.

Nel caso della provincia romana, però, la particolarità non è soltanto il numero delle squadre. È soprattutto la straordinaria varietà delle loro storie.

Frascati, quattro società e un intreccio di nomi, titoli sportivi e trasferimenti
Per capire quanto possa essere complessa la storia del calcio italiano basta osservare Frascati, che nell'Atlante compare con quattro differenti società: Frascati, LVPA Frascati, Lupa Castelli Romani e Lupa Frascati.

Non sono semplicemente quattro denominazioni intercambiabili. Dietro quei nomi si nascondono percorsi che, in momenti diversi, si sono incrociati con le vicende calcistiche di Roma, Tivoli e dei Castelli Romani.

La più antica presenza censita è quella del Frascati, che partecipò alla Promozione Interregionale nella stagione 1951-1952. Diverso il percorso della LVPA Frascati, che raggiunse la Serie C2 tra il 1978 e il 1980 e attraversò successivamente numerose trasformazioni.Uno dei passaggi più significativi arrivò nel 2013, quando la linea societaria della LVPA assunse la denominazione Lupa Roma, trasferendo la propria rappresentanza territoriale nella Capitale.

Ma la storia non finì lì. Nel frattempo, a Frascati prese forma la Lupa Castelli Romani, capace di vincere il proprio girone di Serie D nel 2014-2015 con 78 punti e di approdare nella Lega Pro nella stagione successiva. Nel 2016 la società assunse la denominazione Racing Club Roma, proseguendo così un percorso differente.

Più recentemente, la Lupa Frascati disputò la Serie D nel 2022-2023, concludendo il proprio girone al quinto posto. L'anno seguente trasferì la propria identità sportiva a Roma, assumendo la denominazione Romana.

Un intreccio che rende evidente quanto sia importante distinguere tra il nome di una squadra, la città rappresentata, il titolo sportivo utilizzato e la continuità della società.

A spiegare il lavoro necessario per ricostruire questi passaggi è l'ideatore dell'Atlante, l'ingegnere Francesco Ippolito: «Uno degli aspetti più complessi della ricerca riguarda proprio le società che hanno cambiato denominazione, sede o identità territoriale. Il caso di Frascati è emblematico, perché nomi molto simili possono riferirsi a percorsi societari differenti, mentre una stessa linea sportiva può aver rappresentato città diverse nel corso del tempo. Per questo non mi sono limitato a raccogliere le partecipazioni ai campionati, ma ho cercato di ricostruire stagione per stagione le trasformazioni delle società. È un lavoro fondamentale per evitare di attribuire a un club la storia di un altro e per rispettare la memoria dei tifosi e delle comunità coinvolte».

La Lupa Roma, una squadra che da Frascati arrivò all'Axa, passò per Tivoli e terminò a San Basilio

Se Frascati rappresenta uno dei casi più articolati, la Lupa Roma costituisce probabilmente uno degli esempi più interessanti di mobilità territoriale nel calcio italiano recente.Nata dalla trasformazione della precedente realtà frascatana, la squadra si presentò nel 2013-2014 con una nuova denominazione e una nuova collocazione geografica: Roma, zona Axa.Al primo anno vinse il girone G di Serie D con 70 punti, conquistando la promozione in Lega Pro.

Seguirono tre stagioni tra i professionisti. Le prime due furono disputate mantenendo la rappresentanza territoriale dell'Axa; nella stagione 2016-2017 la società si spostò invece a Tivoli, pur conservando la denominazione Lupa Roma.

Dopo la retrocessione, arrivò un ulteriore trasferimento: dal 2017 al 2019 la squadra risultò nuovamente a Roma, questa volta nel quartiere di San Basilio, dove disputò due campionati di Serie D prima di concludere la propria esperienza nazionale.In appena sei stagioni, dunque, una società attraversò tre differenti collocazioni territoriali, dopo essere nata da una precedente realtà di Frascati.

Una vicenda che nell'Atlante viene raccontata anche attraverso la cartografia: il punto geografico della società segue il territorio effettivamente rappresentato nelle diverse stagioni, anziché restare legato per sempre a una sola città.

Dai Castelli Romani a Guidonia: quando una società cambia territorio

Altri due casi particolarmente significativi riguardano i Castelli Romani e Guidonia Montecelio.A Genzano di Roma, lo storico Cynthia aveva costruito una lunga tradizione calcistica, comprendente anche esperienze in Serie C e Serie C2. Nella vicina area di Albano Laziale, Castel Gandolfo e Pavona, l'Albalonga aveva invece raggiunto una consolidata presenza in Serie D.

Nel 2020 le due storie si incontrarono in un nuovo progetto sportivo: la Cynthialbalonga, denominazione che univa i riferimenti territoriali di Cynthia e Albalonga e che rimase presente in Serie D per cinque stagioni consecutive, fino al 2024-2025.

Dalla stagione 2025-2026 la rappresentanza sportiva è tornata alla denominazione Albalonga, mentre l'esperienza congiunta è rimasta una fase ben precisa della ricostruzione storica.

Ancora diverso è il caso del Guidonia Montecelio, che ha recentemente raggiunto la Serie C.

La società oggi presente nel calcio professionistico non va confusa con lo storico Guidonia, formazione che aveva disputato quattordici campionati di Serie D e categorie equivalenti.

Il nuovo percorso nasce infatti dal trasferimento nel 2024 della sede e della rappresentanza territoriale del Monterosi Tuscia, società originaria della provincia di Viterbo. Con il nome Guidonia Montecelio, il club vinse immediatamente il girone G di Serie D 2024-2025 con 69 punti, conquistando la promozione in Serie C.

Un risultato storico per la città, ma derivante da una vicenda societaria che parte da un territorio differente.

«Casi come quello del Guidonia Montecelio dimostrano perché non sia corretto attribuire automaticamente tutta la storia calcistica di una città alla società che oggi la rappresenta», osserva l'ingegnere Ippolito, che approfondisce così il problema: «Il calcio italiano è ricco di passaggi di titoli sportivi, fusioni, cambi di sede e rifondazioni. Il mio obiettivo è rendere queste trasformazioni leggibili anche a chi non conosce nel dettaglio le vicende amministrative dei club. Attraverso le schede e le mappe storiche si può capire da dove provenga una società, quale territorio abbia rappresentato in ciascuna stagione e perché due squadre con nomi simili non debbano necessariamente essere considerate la stessa realtà».

Lodigiani, Cisco Roma e Atletico Lodigiani: la memoria della terza squadra della Capitale
Tra le storie più rappresentative del calcio romano al di fuori della Serie A occupa un posto speciale la Lodigiani.

Nata nel 1972, la società biancorossa diventò per molti anni un importante riferimento del calcio cittadino, costruendo una tradizione nei quartieri di San Basilio e della Borghesiana.

Tra il 1980 e il 2005 disputò 25 campionati nazionali, di cui dieci in Serie C1 e dodici in Serie C2, arrivando a essere considerata per lungo tempo la terza grande realtà professionistica della Capitale.

Ma anche questa storia è segnata da trasformazioni significative.

Nel 2004-2005, con l'ingresso della proprietà Cisco, la squadra assunse la denominazione Cisco Lodigiani. Dalla stagione successiva divenne Cisco Roma, nome mantenuto fino al 2009-2010.

Nel 2010 arrivò un ulteriore cambiamento: la società assunse la denominazione Atletico Roma, disputando la Lega Pro Prima Divisione 2010-2011, prima della conclusione di quel percorso sportivo.

Il nome Lodigiani non scomparve però dalla memoria calcistica romana. Negli anni successivi vennero avviate nuove esperienze dedicate soprattutto al settore giovanile e alla formazione dei calciatori.

Più recentemente, l'Atletico Lodigiani è tornato a rappresentare San Basilio nei campionati nazionali: il suo percorso in Serie D è iniziato nel 2024-2025, utilizzando il posto sportivo della Romana.

La nuova realtà richiama esplicitamente i valori e l'identità biancorossa della storica Lodigiani, ma non coincide automaticamente con la precedente società professionistica né con la linea Cisco Roma/Atletico Roma.

È una distinzione importante, che consente di raccontare sia la continuità ideale di una tradizione sia le differenti identità societarie che si sono succedute nel tempo.

Roma e Lazio ai vertici d'Italia, ma la Capitale ebbe altre squadre perfino in Serie B

Naturalmente, la storia calcistica della provincia romana ha i suoi riferimenti più conosciuti in Roma e Lazio, due delle società con la maggiore continuità nei campionati nazionali.

La Roma occupa il terzo posto nella classifica storica nazionale dell'Atlante con 957 punti, alle spalle di Inter e Juventus. La Lazio è invece sesta con 927 punti.

La graduatoria considera il numero di partecipazioni nelle diverse categorie, attribuendo un punteggio proporzionale al livello raggiunto. È un'elaborazione autonoma dell'Atlante, ispirata ai criteri della tradizione sportive, non una classifica ufficiale della FIGC.

Ma la città di Roma ha conosciuto anche altre società arrivate a livelli molto elevati.

È il caso della MATER, formazione legata all'area Appio-Tuscolano, che disputò la Serie B nella stagione 1942-1943, dopo aver conquistato il proprio girone di Serie C nell'annata precedente.

Oppure dell'Albatrastevere, espressione della zona di Trastevere, che raggiunse la Serie B nel 1946-1947, dopo aver militato nei campionati nazionali anche con le denominazioni Alba Roma, Alba Motor e Albala.

Sono episodi che testimoniano l'esistenza, già nel Novecento, di una geografia calcistica capitolina molto più articolata del tradizionale dualismo tra giallorossi e biancocelesti.

Civitavecchia, Tivoli, Ostia e Colleferro: il calcio nazionale fuori dal centro di Roma
La tradizione calcistica della provincia si estende ben oltre i confini della Capitale.

Il Civitavecchia, storica società nerazzurra, conta 52 partecipazioni nazionali: undici in Serie C, dieci in Serie C2 e 31 nella quarta e quinta serie. Nella classifica storica dell'Atlante è 153º in Italia con 95 punti, una delle posizioni più importanti tra le società romane non arrivate alla Serie B.

Significativa anche la storia del Tivoli, con 29 partecipazioni nazionali, del BPD Colleferro, che ha conosciuto cinque stagioni in Serie C, e dell'Ostiamare, capace di costruire un lungo percorso tra Serie C2 e D, prima di debuttare in C quest'anno.

A queste realtà si aggiungono società come ALMAS Roma, Astrea, Romulea, Anzio, VJS Velletri, Monterotondo, Ladispoli, Cerveteri e Pomezia, rappresentative di territori e tradizioni calcistiche profondamente differenti.

La mappa consente inoltre di riscoprire le società aziendali e quelle legate a particolari istituzioni, dalla STEFER al Banco di Roma, dal Poligrafico alle Fiamme d'Oro, fino a formazioni nate nei quartieri più popolari della città.

Fiumicino, oltre 83 mila abitanti e nessuna squadra mai arrivata in Serie C
Tra le curiosità più sorprendenti emerse dalla ricerca figura il caso di Fiumicino.

Con oltre 83 mila abitanti, è uno dei comuni più popolosi del Lazio e rappresenta un caso particolarmente significativo nel panorama calcistico italiano: nonostante le numerose realtà sportive sviluppatesi nel suo territorio, nessuna delle società locali censite dall'Atlante è mai arrivata in Serie C.

La città ha visto infatti partecipare ai campionati nazionali il Fiumicino, il Fregene, la Giada Maccarese e lo SFF Atletico, nato dall'unione sportiva tra Fregene, Sporting Città di Fiumicino e Focene. A queste quattro esperienze si è aggiunta, nella stagione 2026-2027, anche l'Aranova, arrivata per la prima volta in Serie D.

Sono dunque cinque le voci calcistiche storiche oggi associate al territorio comunale, tutte rimaste nella quarta o quinta serie nazionale, senza però raggiungere il professionismo.

Una particolarità che spinge a osservare il rapporto tra dimensione demografica dei comuni e risultati raggiunti dalle rispettive società calcistiche.

A spiegare il valore di queste analisi è ancora Ippolito: «Una delle possibilità più interessanti offerte dall'Atlante è quella di mettere in relazione la storia sportiva con la geografia e la demografia. Fiumicino è un caso particolarmente curioso: un comune di oltre ottantamila abitanti che ha espresso diverse squadre nei campionati nazionali, senza però raggiungere la Serie C. Sono fenomeni che difficilmente emergono consultando un singolo almanacco, ma che diventano immediatamente osservabili quando tutte le società vengono collocate su una mappa e analizzate lungo un arco temporale così ampio».

Dall'Abano allo Zevio: tutta Italia su un'unica mappa
La provincia romana rappresenta soltanto una parte di un progetto molto più vasto. L'Atlante Storico del Calcio Italiano comprende 1.564 società, censite attraverso partecipazioni, denominazioni storiche e collocazioni territoriali.

Sul portale è possibile consultare le vicende di ogni club: dall'Inter, prima nella classifica storica nazionale, alla Juventus, dalla Roma alla Lazio, dal Napoli al Milan, dalla Fiorentina al Torino. Ma anche quelle di centinaia di squadre dimenticate, spesso appartenenti a quartieri, frazioni o piccoli comuni.

L'utente può selezionare una stagione, scegliere una categoria, visualizzare le società sulla cartografia interattiva e accedere alle schede individuali, che raccolgono informazioni su denominazioni, colori sociali, gironi, piazzamenti e punti conquistati.

Particolarmente importante è la ricostruzione delle trasformazioni societarie, affinché il nome di una squadra non venga confuso con un titolo sportivo trasferito o con una società diversa che ne abbia ripreso successivamente l'identità.

Il progetto di un ingegnere già autore del libro ufficiale sulle maglie dell'Inter
L'Atlante è stato realizzato da Francesco Ippolito, ingegnere civile e giornalista sportivo, già autore del volume ufficiale «Le maglie dell'Inter. Tutte le divise nerazzurre dal 1908 a oggi», pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con FC Internazionale Milano.

Il libro, uscito nel 2023 e riproposto in una seconda edizione aggiornata nel 2025, ricostruisce oltre un secolo di divise nerazzurre, con illustrazioni, fotografie e approfondimenti storici.

Con l'Atlante, l'autore ha esteso il metodo di ricerca dalla storia di una singola società all'intero calcio italiano, unendo l'organizzazione dei dati alla cartografia digitale.

A raccontare l'origine dell'iniziativa è lo stesso Ippolito: «Il libro sulle maglie dell'Inter e l'Atlante Storico del Calcio Italiano nascono dalla stessa esigenza: conservare informazioni che rischiano di andare perdute e renderle accessibili a tutti. Nel primo caso mi sono concentrato sulla ricostruzione delle divise nerazzurre, stagione dopo stagione; nel secondo ho voluto raccontare quasi un secolo di calcio italiano attraverso le società e i territori che hanno rappresentato. La mia formazione ingegneristica mi ha aiutato a organizzare migliaia di dati, verificarne la coerenza e costruire uno strumento di consultazione geografica, ma alla base di tutto rimane la passione per la storia del calcio e per le comunità che ne hanno fatto parte».

Il progetto è gratuito, indipendente e in continuo aggiornamento. Gli appassionati possono contribuire segnalando eventuali inesattezze oppure condividendo documenti, fotografie, almanacchi e testimonianze utili ad arricchire la ricostruzione.

Dalle grandi sfide dell'Olimpico alle storie di Frascati, San Basilio, Guidonia, Civitavecchia e Fiumicino, l'Atlante restituisce così un'immagine del calcio romano che va ben oltre i novanta minuti di una partita.

L'Atlante Storico del Calcio Italiano è consultabile gratuitamente su https://atlantedelcalcio.it/.

nella foto la Festa dell'Ostia Mare per la promozione in serie C al pontile. In primoi piano De Rossi ph credit Pino Rampolla

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