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Di E. B.: Redazione AGR :: 24 gennaio 2026 12:12
(AGR) Roma, in cinque rapinano e feriscono a coltellate due connazionali, in manette banda di tunisini

(AGR) Un'aggressione violenta sfociata nella rapina di una catenina d’oro e una somma di 500 euro: è quanto contestato a cinque cittadini tunisini, habitué della stazione Termini, che sono stati arrestati dalla Polizia di Stato all’esito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento Criminalità diffusa e grave.
L’azione violenta, risale allo scorso 17 aprile, sarebbe stata scandita da più tappe.
Le vittime, pur attinte più volte da aggressioni fisiche e fendenti, hanno tuttavia trovato la forza di tentare a sottrarsi, nonché di procurarsi elementi che si sono poi rivelati strategici dal punto di vista investigativo.Una di loro, infatti, seguendo la via di fuga del gruppo di aggressori, è riuscita nell’immediatezza dei fatti a porsi in una posizione di favore per documentare i volti di alcuni componenti dell’atto delittuoso.
Successivamente, all’arrivo di una pattuglia del Commissariato di P.S. Esquilino, sopraggiunta sul posto a fronte della segnalazione di un passante al 1 1 2 (NUE), le stesse vittime avrebbero fornito agli agenti i primi elementi utili ad intercettare in pochi istanti uno degli aggressori, che è stato arrestato mentre era ancora in fuga.
A fronte delle evidenti tracce ematiche trovategli sugli indumenti, aveva tentato di giustificare tale circostanza sostenendo di essersi ferito con delle forbici di cui era nella disponibilità per la sua asserita professione di barbiere.In sede di convalida dell’arresto, l’Autorità giudiziaria aveva disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari, successivamente aggravata con quella in carcere a seguito di un suo tentativo di evasione.
Le ulteriori evidenze raccolte, nell’immediatezza dell’episodio, dalle vittime hanno invece fornito l’input ad una articolata attività investigativa condotta dagli agenti del Commissariato di P.S. Esquilino, che hanno ricostruito il mosaico delittuoso attraverso una meticolosa opera affidata all’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona lungo tutto l’itinerario percorso durante le fasi violente della rapina.
Gli altri quattro soggetti sono stati invece individuati nel corso delle indagini, anche grazie al sigillo apposto dal riconoscimento fotografico operato dalle vittime.Tutti i componenti del gruppo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero espresso un ruolo attivo nell’azione criminosa messa in atto, anche sostanziatasi in condotte minatorie rivolte nelle fasi dell’aggressione, aggravate dall’esibizione di un coltello custodito nei pantaloni da uno dei correi.
All’esito delle indagini, il Gip presso il Tribunale ordinario di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, ha emesso nei loro confronti una ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, sottolineando come l’assenza di una fissa dimora, a tacere dell’excursus criminoso dei singoli componenti del branco, rappresentino senza dubbio un fattore indicativo della loro pericolosità. Sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina e lesioni.Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, pertanto, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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