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Musei per l’Alzheimer: le opere d’arte per stimolare emozioni nei soggetti fragili

La mostra “Stoner” come strumento per la fase Covid del progetto

printDi :: 30 novembre 2020 13:32
Musei per l’Alzheimer: le opere d’arte per stimolare emozioni nei soggetti fragili

Musei per l’Alzheimer: le opere d’arte per stimolare emozioni nei soggetti fragili

(AGR) Martedì 1 dicembre alle ore 15,30 nuovo appuntamento online con il progetto “Musei per l'Alzheimer, lontani ma vicini”, i musei del MuDEV- Sistema museale dell’Empolese Valdelsa - entrano nelle case delle persone anziane fragili del territorio, superando il distanziamento sociale imposto dal Covid-19 e portando i benefici dell’interazione con le opere d’arte e le arti sceniche alle persone che soffrono di Alzheimer ed ai loro cari. Il progetto “Musei per l’Alzheimer”, che nell’Empolese Valdelsa ha visto come iniziatore il Museo Be.Go. di Castelfiorentino nel 2013, è stato sposato dal 2016 anche dalla rete del MuDEV e poi la rete delle biblioteche, che hanno accolto i soggetti fragili, le loro famiglie e gli operatori socio sanitari per attività laboratoriali. In questo 2020 funestato dal Covid, si è scelto di proseguire comunque, con modalità diverse, ma non meno ricche di opportunità. Grazie al sistema di videoconferenza consentito dalle piattaforme informatiche ed aperto ai soggetti che già fanno parte della rete (ma per informazioni e adesioni si può scrivere a info@museobeneozzogozzoli.it ). Partito ad aprile 2020 il progetto sperimentale del MuDEV si è svolto con modalità on line per continuare ad offrire occasioni di stare insieme, opportunità di relazione, incontri e comunicazione grazie alle opere d’arte che i Musei del MuDEv custodiscono. L’attività dell’incontro di martedì 1 dicembre si ispira alla video-installazione dell’artista Roberta Montaruli, una delle opere all’interno della mostra Stoner. Landing Pages che si trova allestita presso il Palazzo Pretorio di Certaldo. Il video verrà mostrato a tutti i partecipanti e a ciascuno verrà chiesto di esprimere la propria impressione, come vuole e come può: con una parola, un gesto, un suono, un’emozione. L’attività prosegue insieme ad una Danzeducatrice® seguendo il filo del gesto che crea un segno che si fa disegno e poi la traccia che resta. Le persone saranno guidate in un’attività che propone il coinvolgimento del corpo: le linee, i segni che l’artista utilizza nel video sono l’ispirazione per sperimentare nuove narrazioni corporee, nuove possibilità espressive attraverso il gesto e attraverso l’utilizzo della musica. 30/11/2020 12.08 Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa 

Foto da comunicato

Tratto da Met - http://met.cittametropolitana.fi.it/

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