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Regione: Lazio    Sezione: AGR - Lavoro17/09/2018 12.49.00

Cup, cambi appalto, da verificare pieno riconoscimento anzianità addetti,

La Regione si è offerta di coprire i maggiori costi. Cobas: il riconoscimento doveva essere un criterio di selezione per le offerte.



(AGR)La questione dei nuovo appalti per i Cup regionali non ha, per ora, una conclusione a lieto fine. Da una nota Cobas riportiamo: “Non c’è nessuna distensione, nessun sorriso sui visi dei precari dei servizi CUP della Regione Lazio. Chiediamo alla Giunta Zingaretti di intraprendere l’unica soluzione possibile: il blocco degli attuali cambi appalti e l’avvio di un confronto vero che garantisca continuità lavorativa, il pieno riconoscimento dei livelli professionali, dell’anzianità e delle retribuzioni, l’avvio di un percorso di internalizzazione”.

Un segnale di contrarietà ben diverso da quanto fino ad oggi la Giunta Zingaretti e Cgil-Cisl-Uil avevano fatto trapelare. In sostanza, l’intesa raggiunta il 12 settembre sui cambi appalti dei servizi CUP, grazie alla quale, nei fatti, la Regione Lazio si è accollata l’onere economico di quanto dovuto ai lavoratori dalla società aggiudicatarie per gli scatti di anzianità maturati.

“Tale soluzione non solo non risponde alle rivendicazioni dei precari dei CUP ma è anche sbagliata – ha spiegato Domenico Teramo dell’Esecutivo Nazionale Cobas – l’offerta economica delle società assegnatarie è incongruente e inadeguata, in considerazione delle reali professionalità presenti negli sportelli polifunzionali. Il riconoscimento degli scatti di anzianità, peraltro, doveva essere un criterio di selezione delle offerte dei partecipanti alla gara e rappresenta in ogni caso un obbligo contrattuale delle società subentranti.  Oggi, con questo accordo, interviene la Regione Lazio a copertura dei maggiori costi, mentre le altre società partecipanti la gara di fatto sarebbero state penalizzate perché avrebbero inserito nei costi il salario di anzianità, nonché quanto dovuto al personale per l’applicazione degli inquadramenti professionali”.

“Tale intervento economico post gara da parte della Regione rappresenta un atto di dubbia legalità, -continua il rappresentante dei Cobas – in quanto in evidente contrasto con le normative che regolano le garedi appalto. Peraltro, il metodo di fare offerte al massimo ribasso, con integrazione post gara da parte degli enti pubblici, appare un sistema collaudato per fare incetta di appalti in tutta Italia. Per questo sull’intera vicenda chiederemo l’interessamento dell’ANAC e della Procura della Repubblica”.

“Pertanto, non c’è nessuna soddisfazione da parte delle lavoratrici e lavoratori precarie dei servizi Cup, ReCup e amministrativi della Regione Lazio che si sono mobilitati in massa davanti al Consiglio regionale lo scorso 12

settembre. I precari chiedono alla Giunta Zingaretti di intraprendere l’unica soluzione possibile: il blocco degli attuali cambi appalti e l’avvio di un confronto vero, con tutte le parti sociali, sui profili professionali, i livelli economici e di inquadramento, in coerenza con le attività svolte dagli operatori polifunzionali presenti nei diversi servizi, sulla continuità lavorativa, sulla stabilizzazione e internalizzazione di tutto il personale”.

“Per questo – ha concluso Teramo Domenico- su questi punti proseguiremo la mobilitazione, con l’organizzazione di un nuovo sciopero e di una grande manifestazione, al fine di portare tale problematica all’attenzione anche del Parlamento e del Governo nazionale”.



Autore: AGR: EB - Redazione

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