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Torna la corruzione nella P.A. E cresce
Pasqualucci, Corte dei Conti: “Incremento di condanne del 30% rispetto al 2006”
 
Sezione: Economia 01/09/2008
Il Procuratore Generale Furio Pasqualucci

La mala pianta è dura da estirpare. Dopo la relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario, il Procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, torna sul tema della corruzione della Pubblica Amministrazione, in occasione del giudizio sul Rendiconto generale dello Stato relativo al 2007, con un’intervista ad Economy.

 

"La moralizzazione della pubblica amministrazione, iniziata dagli anni Novanta, è un processo che si è fermato. Anzi, molti segnali indicano che siamo in presenza di un'inversione di rotta".

 

Artifici ed irregolarità delle più diverse nature permettono di prevaricare, a fronte del pagamento di tangenti, le normative di legge; si va dall’alterazione di procedure contrattuali, a trattamenti preferenziali nel settore degli appalti d'opera, alla collusione con le ditte fornitrici, all’illecita aggiudicazione, all’irregolare esecuzione o all'intenzionale alterazione della regolare esecuzione di appalti di opere, forniture e servizi.

 

Nel 2007 ci sono state condanne per oltre 18,800 milioni di euro "a contrasto degli atti di corruzione nei pubblici apparati, con un incremento di oltre il 30% rispetto all'omologo dato del 2006", ha spiegato il procuratore.

 

La corruzione sta emergendo in settori diversi da quelli tradizionali, come gli appalti pubblici e la sanità, da sempre sotto gli occhi dell’opinione pubblica. E’ un sottobosco che si insinua nelle pieghe della burocrazia, che sfrutta ogni piccola collocazione di potere nei confronti del cittadino, trasformando il compito di servizio alla comunità in posizione di privilegio, sfruttando le difficoltà dei propri interlocutori, magari creandole ad arte, per favorire i propri interessi e quelli dei propri amici.

 

Una delle cause individuata è l’appiattimento delle professionalità e delle motivazioni. ''Il problema della ridotta rilevanza attribuita al merito e' manifesto nella nostra società a cominciare dalla scuola''.

 

La Corte dei Conti ripete da diverso tempo che la valutazione annuale dei dirigenti viene effettuata con notevole ritardo, o non viene addirittura effettuata. ''Ciò non impedisce – afferma Pasqualucci - che vengano corrisposte indennità di risultato ammontanti in alcuni casi al 30% della retribuzione di posizione”. Non è comunque escluso da questi benefici il personale non dirigenziale del settore pubblico, la cui spesa relativa alla retribuzioni accessorie è aumentata del 31% dal 2002 al 2005.

 

Ma non sono state ancora individuate le strategie, i metodi e gli strumenti premianti per coloro che svolgono con professionalità e lealtà il proprio compito né tantomeno 'le procedure atte a punire chi si macchia di scarso impegno, o, peggio ancora di omissioni o atti illeciti.

 

'Marcata è la tendenza a ripartire in misura uguale per tutti le forme di retribuzione accessorie, così da disincentivare il maggiore impegno favorendo un generale appiattimento. E' stato giustamente osservato come in tali condizioni anche l'impresa privata - dice Pasqualucci - sarebbe ingestibile e destinata a fallire''.

Dalle affermazioni del PG deriva un quadro altamente preoccupante per i cittadini. Oltre agli illeciti i difetti peggiori della pubblica amministrazione sono: "costi della politica, pullulare di enti e società pubbliche non necessari, evasione fiscale”.

 

"A mostrare quanto sia grave la situazione – continua il PG Pasqualucci – è anzitutto l'accertamento degli illeciti: dall'aumento delle condanne dei dipendenti pubblici fino alle crescenti difficoltà nel recupero delle somme di condanna".

 

Alle prese ogni giorno col bilancio familiare da far quadrare, ai prezzi che aumentano ogni giorno, dai trasporti ai generi primari, alle utenze, gli italiani scoprono non solo che la burocrazia è lenta, ma anche che la corruzione nella pubblica amministrazione è in crescita. Il fatto che ciò venga sempre più individuato e posto sotto gli occhi di tutti non consola: sarà lo Stato a pagare. Saranno di nuovo i cittadini.

Corte dei Conti

Autore: AGR: EM

 

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