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Dirigenza Area VI - Contratto Quadriennio 2002/2005 - Valutazioni
Comitato Centrale di Gestione del Racs 11/12 maggio 2006
 
Sezione: Cisal/Fialp-Racs *Comunicati 08/12/2006

IL COMITATO CENTRALE DI GESTIONE FIALP / RACS

Roma, 12 maggio 2006

Al Comitato Direttivo della FIALP

per il tramite del Segretario Generale

Davide Velardi

Oggetto: area VI della Dirigenza.

 

Analisi e valutazione in ordine alla decisione delle delegazione Cisal di non sottoscrivere gli accordi di Preintesa, relativi: –alla Ipotesi di Ccnl per il quadriennio normativo 2002¸2005 e per il biennio economico 2002¸2003; –alla Ipotesi di Ccnl per il biennio economico 2004¸2005.

 

Lo scrivente Comitato di Gestione del Raggruppamento delle Aree Contrattuali Speciali – convocato dal Segretario nazionale responsabile del Dipartimento Racs della Fialp per l’esame degli accordi di «Preintesa» dei Ccnl dell’Area dirigenziale VI in oggetto indicati e per le valutazioni in ordine alla «non firma» degli stessi – in data 11 e 12 maggio 2006 si è riunito in Roma, congiuntamente ai Referenti Nazionali RPS di Area in ambito INAIL ed ai Rappresentanti del Raggruppamento di INPS, INPDAP, ACI e CRI, appositamente convocati, e dopo ampio dibattito ha tratto le seguenti conclusioni, che rimette all’Organo direttivo della Federazione.

Premesso

che in data 18.04.06 si è conclusa presso l’Aran la trattativa relativa alle ipotesi di Ccnl in oggetto con la sottoscrizione da parte di tutte le delegazioni sindacali presenti, ad esclusione della Cisal e del Csa di Fialp–Cisal, 

esaminate

le ragioni, sia di merito che di metodo, rese note dal Comunicato Fialp/Racs n. 17.06 del 21.04.06 e di cui si allega uno stralcio, che hanno indotto la nostra Delegazione a rifiutare l’apposizione della firma all’ipotesi di Ccnl,

prende atto

in piena condivisione, della fondatezza di tali motivazioni e della conseguente coerente scelta “a caldo” di non firmare le suddette preintese.

Considerato tuttavia

che, ai sensi dell’art. 13, comma 2 dell’ipotesi di Ccnl per il quadriennio 2002-2005, la mancata sottoscrizione del testo definitivo del Ccnl comporterebbe la non ammissione della nostra Organizzazione al tavolo della contrattazione collettiva integrativa di Ente, con la conseguente impossibilità di tutelare in quella sede gli interessi e le aspettative delle categorie interessate,

ritiene opportuno

che la nostra Organizzazione, previa eventuale e preliminare nota di protesta e di dissenso da indirizzare all’Aran, sottoscriva comunque il Ccnl al momento della stipulazione del testo definitivamente approvato dai Ministeri Vigilanti e dalla Corte di Conti.

Rilevato altresì

che gli accordi così conclusi hanno disatteso, da un lato, richieste qualificanti della piattaforma Fialp-Cisal e hanno demandato, dall’altro, alla contrattazione collettiva integrativa di Ente, in maniera eccessiva e con spoglio di competenze proprie, la soluzione di problematiche che – investendo paritariamente il personale dell’intero comparto – avrebbero meritato una disciplina omogenea comune,

invita conseguentemente

il Comitato Direttivo della Federazione:

1 – a valutare l’opportunità di procedere, subito dopo la sua stipulazione, alla formale disdetta del contratto, già scaduto, con contestuale presentazione della piattaforma per il quadriennio 2006¸2009, onde attivare la procedura per la corresponsione dell’ indennità di vacanza contrattuale;

2 – a predisporre linee di indirizzo per tutti i Sindacati Autonomi del comparto, aderenti alla Fialp, sulle materie demandate dal Ccnl alla contrattazione collettiva integrativa di Ente al fine di pervenire a quella coerenza e omogeneità di trattamenti, auspicati anche nella nostra piattaforma e negate dal contratto.

IL COMITATO CENTRALE DI GESTIONE –  Racs

f.to [Bufalo – Calenda – Cattani – Del Nero – Persico – Polliere]

 

ALLEGATO

Dal Comunicato Fialp/Racs n. 17/06 del 21 aprile 2006

«« Quelli che seguono gli aspetti di maggiore rilevanza negativa.

– DIRIGENZA –

- non è stato risolto il problema della proroga dell’incarico dirigenziale alla sua naturale scadenza;

- si è voluto normare, anziché eliminare, con l’art. 62, una patologia della pubblica amministrazione, consentendo il doppio lavoro del dirigente a fronte di un irrisorio riconoscimento economico;

- la clausola di salvaguardia prevista dall’art. 63 non configura una tutela reale in quanto consente all’amministrazione di imporre una mobilità discrezionale e, quindi, pericolosa;

- la tutela del dirigente, nell’ipotesi di recesso prevista dall’art. 41, è insufficiente, come riconosciuto da una specifica dichiarazione congiunta.

– PROFESSIONISTI e MEDICI –

- non è stata espressamente riportata la norma del precedente contratto che sancisce  l’autonomia anche organizzativa delle strutture professionali;

- non si è attuata la ricollocazione dei Professionisti su due livelli come previsto anche dalla dichiarazione congiunta formulata nel precedente CCNL 8 gennaio 2003, ricorrendo ad un nuovo rinvio, indubbiamente non più credibile;

- non si è voluto superare il vincolo dei contingenti nell’organico dei livelli dei Professionisti che attualmente impedisce il naturale sviluppo della carriera;

- non si è voluta rivedere per intero la disciplina per il conferimento degli incarichi di coordinamento;

- è mancata la realizzazione dell’equipollenza del trattamento economico accessorio tra i vari rami professionali, sia pure limitatamente all’equiparazione dell’indennità professionale a quella di toga;

- si è demandato troppo alla contrattazione integrativa di Ente;

- per i Medici, il testo [neanche sufficientemente approfondito nella discussione) è insoddisfacente e lacunoso, difettando del necessario aggancio al SSN, e trascurando istituti importanti, tra i quali il ruolo unico, la libera professione intra-moenia con il rapporto esclusivo e l’ECM (Educazione Continua in Medicina) a carico dell'ENTE in attuazione della normativa nazionale di cui al D.Lgs. n. 229/1999.

°°°°°°°°°°°°°°°°° *  °°°°°°°°°°°°°°°°°

Nel metodo, il disappunto e la insoddisfazione sono stati di duplice ordine:

I – Hanno riguardato prima di tutto, come si è documentato con il precedente Comunicato, la trattativa in ordine alla separata sezione per i Professionisti e Medici Epne, relativamente alla quale si era denunciata l’autoritaria ed immotivata scelta dell’ Agenzia, nonostante gli impegni assunti (e le dichiarazioni formali in riunione):

a) d’interrompere gli incontri tecnici – come l’Aran aveva fatto – senza completare le analisi, soprattutto ma non solo, dei costi sottese a possibili ventagli di scelte da operare in favore della categoria;

b) di eludere immotivatamente le osservazioni a suo tempo trasmesse sulla bozza 1 del 21/02/06 [testo comparativo Aran/Sindacato] nonché gli approfondimenti successivi sui Livelli Differenziati di Professionalità [scheda tecnica del 5 aprile] ed infine le osservazioni scritte “a caldo”, e poi illustrate in discussione nel corso della trattativa, sulla bozza 2 dell’11/04/06.

II – Disappunto e insoddisfazione si sono accresciuti a dismisura per il pervicace comportamento scorretto dell’Aran, che:

– prima aveva fatto slittare a lungo, più del necessario (rinnovo del Direttivo dell’Agenzia), la convocazione delle riunioni tecniche dei Professionisti/Medici;

– poi aveva annullato tali incontri tecnici, nonostante averne preannunciati, nel corso della riunione per la dirigenza, almeno altri due;

– infine aveva convocato per il 13, alla vigilia delle feste pasquali, la riunione “risolutiva”, aggiornandola poi alle h. 15 del martedì 18, subito dopo le feste [forse, prima del … diluvio?!];

– dulcis in fundo, aveva ritenuto di convocare per le h. 19 dello stesso giorno le OO.SS. abilitate alla trattativa del secondo biennio, per una firma acritica di quanto deciso prima dal tavolo relativo al primo biennio [per i Professionisti, l’allargamento dal 40% al 50% del 1° LDP], con una irriguardosa “invasione di campo”, trattandosi di altri soggetti stipulanti. »»

°°°°°°°°°°°°° * °°°°°°°°°°°°°


Autore: Franco Quaranta

 

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