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STIPENDIO UNICO DI 7.000 EURO PER DEPUTATI EUROPEI
RIDUZIONE PER ITALIANI, GOVERNI DEVONO APPROVARE LA PROPOSTA
 
Sezione: Unione Europea 23/06/2005
Stipendio di 7.000 euro mensili,uguale per tutti i 732 deputati europei. E' la proposta contenuta nello statuto approvato oggi dall' europarlamento. Il provvedimento, che ha raccolto 403 voti a favore, 89 contrari e 92 astenuti, dovra' essere approvato dal consiglio europeo, ma essendo stato concordato con la presidenza lussemburghese dell'Ue potrebbe ottenere il via libera dei governi gia' entro la fine del mese. E' dal '98 che l'Unione europea cerca di adottare uno statuto per il suo Parlamento, soprattutto per eliminare la disparita' delle remunerazioni tra i parlamentari che, attualmente, percepiscono un compenso uguale a quello dei loro colleghi nazionali e sono pagati direttamente dai rispettivi paesi. I parlamentari attuali, comunque, non subiranno riduzioni di stipendio. Lo statuto, infatti, se ratificato, entrera' in vigore nel 2009, ma gli stati membri possono optare di scegliere un regime transitorio, ricorrendo al proprio bilancio. Con il nuovo sistema i compensi dei deputati passeranno al bilancio Ue e saranno sottoposti all'imposta comunitaria, con la possibilita' per i paesi membri di applicare un tasso di imposizione complementare conforme al regime fiscale nazionale. Questo per evitare che, soprattutto nei paesi dell'Ue dove i salari in generale sono molto bassi, gli eurodeputati possano guadagnare molto di piu' di coloro che ricoprono le alte cariche dello stato e dei loro colleghi nazionali. I Parlamentari europei saranno inoltre soggetti ad un regime pensionistico comune, le spese di viaggio dei deputati saranno rimborsate in base ai costi reali e non piu' su base forfetaria. Gli stati potranno peraltro definire, per i propri deputati europei, una regolamentazione in deroga alle disposizioni dello statuto in materia di indennita', pensioni di anzianita' e di reversibilita' per un periodo non superiore a due legislature. E' stata, invece, soppressa in plenaria una modifica, sostenuta anche da diversi eurodeputati italiani, che assegnava agli stati la possibilita' di adottare ''misure integrative per equiparare i deputati europei a quelli dei parlamenti nazionali''. Tra gli italiani Salvini della Lega ha votato contro,Borghezio e Speroni della Lega, Zappala' (Fi) e Pirilli (An) si sono astenuti. Il problema dello statuto e dello stipendio dei deputati europei ha suscitato spesso polemiche. Dopo un primo fallimento nel 2001, il Parlamento ha approvato il suo primo statuto nel giugno del 2003. Prevedeva un compenso fisso di 8.500 euro, piu' il rimborso spese. Ma e' stato bocciato dall'opposizione di alcuni governi, con in testa la Germania. Gli italiani, allora come attualmente, guidano la lista dei meglio pagati. All'epoca il loro compenso era di 9.975 euro mensili e nella speciale graduatoria precedevano austriaci (8.500), tedeschi e francesi (6.500), con i portoghesi ultimidella lista con 3.600 euro. L'entrata di nuovi dieci stati membri e l'aumento dei compensi in molti paesi ha fatto allargare la forbice per cui c'e' stato uno sforzo per raggiungere un'intesa. Attualmente ci sono tabelle diverse che assegnano in media ai parlamentari italiani circa 12 mila euro, davanti sempre a quelli austriaci, dell'Olanda e della Germania. E' tuttavia difficile quantificare il futuro taglio perche' l'ammontare contiene diverse voci. Il clamore con il quale la stampa ha segnalato il primato italiano - peraltro conosciuto e piu' volte richiamato - ha provocato le proteste dei parlamentari i quali hanno ricordato che anche nelle altre categorie, inclusa quella dei giornalisti, in Italia gli stipendi sono molto piu' alti, per esempio, che in Polonia, Ungheria o Lettonia. Ora l'Ue riparte dalla proposta di 7.000 euro quale base uguale per tutti. All'indennita' vanno aggiunti i gettoni di presenza, i compensi per gli assistenti, le spese di segreteria ed i diversi rimborsi. (ANSA).

Autore: AGR: EG

 

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